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21 Aprile 2020 Commenti disabilitati su BANDA 4.0 – Lo spettacolo per i quarant’anni Visualizzazioni: 315 Stagione Teatrale, Stagione Teatrale e Concertistica

BANDA 4.0 – Lo spettacolo per i quarant’anni

Teatro Boccaccio

Martedì 21 Aprile

con Banda Osiris

Un grande schermo con proiezioni continue, video e immagini, un sapiente gioco di luci e tantissima musica, poche battute rapide e taglienti e il coinvolgimento del pubblico a cui viene richiesto di inviare domande, anche le più imbarazzanti, via whatsapp.
Quattordici quadri che spaziano da un vorticoso documentario d’apertura con immagini di repertorio, ad un esecuzione di “Smoke on the water” per soli fiati. Lo spazio si trasforma in una balera anni ’60 per un’elegia sulla musica con la M maiuscola con “Quizas, quizas, quizas”.
La poesia ha sempre attraversato la storia della Banda Osiris e per la prima volta dal vivo viene eseguita “La favola dell’amore inventato” scritta appositamente da Tiziano Scarpa, un momento di poesia, intensità mescolati da una sapiente ironia.
La visita all’opera è accompagnata da Mozart in persona che con “Madamina il catalogo è questo” offre la costruzione di una gigante figura femminile tutta con strumenti musicali poichè il catalogo elencato è quello dell’Ikea.
Il penultimo quadro è la sonorizzazione di un film, rumori e musica, in cui un giovane Claudio Morganti è alla ricerca della sua anima gemella ma alla fine trova solo una radio che trasmette “Caterpillar”, i quattro si scatenano in un pot-pourri legato alle musiche da film mentre sul grande schermo corrono le immagini delle continue citazioni musicali.
Chiude lo spettacolo un richiamo agli inizi: un banditore con tanto di megafono annuncia che “siamo la banda più piccola del mondo, l’unica banda terapeutica esistente sulla faccia della terra, nati per strada come un petardo che ti rotola tra i piedi”. Questi sono i quarant’anni ostinati e felici con cui abbiamo vissuto la nostra resistenza. Chiude la versione intensa e toccante à la Banda Osiris di “Bella Ciao” come ognuno di noi l’aveva sempre sognata.

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